Questa evoluzione, che rappresenta un passo avanti importante nel processo di digitalizzazione della giustizia, annovera, tra le principali novità, l’approvazione del deposito telematico di file multimediali, compresi video, audio e immagini, senza più bisogno di caricarli su supporti fisici e senza richiedere l'autorizzazione del giudice per il deposito. Vengono, inoltre, accettati più formati di file, non solo i tradizionali mp4 per i video e mp3 per l’audio, ma anche mpeg2, mpeg4, avi, flac, raw, wav e aiff. Sarà anche possibile il deposito anche dei file compressi, in estensione *.arj, *.zip, *.rar, colmando così una grave lacuna della precedente disciplina.
Viene, poi, raddoppiata la dimensione massima dei file depositabili telematicamente, sia nei procedimenti civili che penali, con il passaggio da 30 a 60 megabyte, consentendo alle parti coinvolte di depositare atti e documenti con un unico invio e viene, altresì, ampliata la capacità di deposito di file attraverso i portali ministeriali.
Inoltre, i pagamenti telematici diventano più semplici per tutti gli operatori del settore, essendo già attivo sul Portale dei servizi telematici (PST) il sistema PagoPA.
Le nuove norme ampliano l'accesso al Registro generale degli indirizzi elettronici (RE.G.IND.E.), permettendo ai soggetti esterni, inclusi enti privati nominati ausiliari del giudice o collaboratori dell'autorità giudiziaria in settori specifici, come famiglia e minori, di accedere ai fascicoli telematici.
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